Notizie you4planet http://www.you4planet.it news e curiosità per vivere il Pianeta responsabilmente you4planet.it http://www.you4planet.it/feed_rss.php redazione@you4planet.it redazione@you4planet.it IT-it <![CDATA[Le eco innovazioni di Poste Italiane ]]> 2010-09-09 17:02:57 Poste Italiane ha intrapreso già da tempo un percorso green che ha dato vita a numerose iniziative rivolte alla salvaguardia dell’ambiente. Noi di You4Planet abbiamo voluto raccoglierle per comprendere, attraverso la loro descrizione, l’impegno concreto dell’azienda nell'ambito della corporate social responsability.

L’impegno di Poste Italiane in direzione del rispetto degli obiettivi di Kyoto si snoda attraverso la partecipazione ad alcuni importanti progetti europei. Poste Italiane si è mossa su più fronti con una serie di progetti volti all’efficienza e la qualità dei consumi di energia, a diminuire le emissioni di gas serra, ridurre l’inquinamento ambientale e acustico nel trasporto. Per migliorare la performance ambientale, già da alcuni anni, ha costituito la funzione Energy Management e la società Poste Energia che si occupa dell’approvvigionamento energetico. Oltre all’iniziativa Green Post, che vede l’utilizzo di mezzi elettrici per il recapito, l’azienda è in prima linea anche nel progetto Green-house Gas gestito da PostEurop e partecipa all’iniziativa “Emission Monitoring and Measurement System”, capitanata dalla IPC (International Post Corporation).

Elettricità da fonti rinnovabili e politiche di risparmio energetico
Partiamo dalla pianificazione delle fonti di energia utilizzate per l'esercizio degli immobili: i consumi di energia elettrica rappresentano per il Gruppo Poste Italiane circa l’82% del prelievo energetico complessivo. Dal 2009 il 50% dell’intera energia elettrica consumata dal Gruppo (circa 100 GWh anno) proviene da fonti rinnovabili certificate. Questa scelta permetterà al Gruppo Poste Italiane, già dal 2011, di superare la soglia del 20% di riduzione dell’emissione dei gas serra, obiettivo fissato dall’Unione Europea per il 2020.
L’energia elettrica “verde” utilizzata da Poste Italiane è certificata secondo i parametri Recs Renewable Energy Certificate System, la certificazione volontaria europea che attesta l’uso di energia proveniente da fonti rinnovabili.
Il progetto per l’utilizzo di energia pulita è partito a gennaio 2007 e ha coinvolto in prima battuta 180 uffici postali di Torino e provincia (circa l’8% dei consumi elettrici complessivi di Poste Italiane e oltre il 7% delle emissioni di Co2); quindi è stato esteso alla sede direzionale di Roma Eur, ai centri di smistamento e a circa il 10% degli uffici postali d’Italia determinando una ulteriore riduzione delle emissioni di Co2 di circa il 17%.
Per fronteggiare i costi derivanti da questo tipo di energia Poste Italiane sta mettendo in campo tutta una serie di iniziative che hanno come obiettivo l’abbattimento degli sprechi come lo spegnimento automatico delle postazioni di lavoro per tutte le strutture di staff dell’intero territorio nazionale e l’introduzione di sensori di presenza che comandino l’accensione delle luci, delle scale mobili e dei tapis roulant.

La flotta di mezzi a metano più grande d’Europa
Passando al settore “trasporti” di Poste Italiane, è da segnalare che l’impegno di Poste Italiane non si limita alla sperimentazione dei veicoli elettrici, ma coinvolge iniziative come l’inserimento nella flotta di un numero crescente di veicoli ad alimentazione benzina/metano. Già oggi, con oltre 1.300 veicoli, ha la flotta di mezzi a metano più grande d’Europa. Per mitigare gli impatti connaturati a questa evoluzione si è scelto di privilegiare l’inserimento di veicoli dotati di doppia alimentazione (benzina/metano) con un incremento di questa tipologia di veicoli (ha anche avuto un riconoscimento da Legambiente). Sono in corso inoltre, sperimentazioni con alcune case produttrici del comparto automotive per testare mezzi di ultima generazione. L’azienda sta inoltre valutando la possibilità di dotarsi di una piattaforma software che consenta di monitorare nel dettaglio i consumi di ciascun veicolo della flotta.

Green Post, il portalettere è ecologico
Sostituire i veicoli ad alimentazione convenzionale con mezzi elettrici e ibridi per le attività di recapito della corrispondenza all’interno dei centri urbani, è questo l’obiettivo del progetto Green Post – finanziato dalla UE nell’ambito del programma Energia intelligente per l’Europa di cui è capofila Poste Italiane. L’avventura, partita a Perugia a gennaio 2008, inizialmente ha visto l’impiego di 20 quadricicli elettrici e 10 ibridi (Free Duck) che hanno oggi raggiunto quota 61: oltre 42.000 i km percorsi dai veicoli green corrispondenti a 5,5 tonnellate di Co2 risparmiate all’atmosfera. I riscontri positivi certificati dal Politecnico di Perugia hanno fatto estendere il progetto anche in altre 16 città italiane tra cui Roma, Bologna, Milano, Torino, Firenze, Padova, Treviso, Bolzano, Verona, Udine, Capri, Lipari e Taormina.
Il progetto Green Post, oltre a Poste Italiane, vede in campo anche gli operatori postali di Belgio e Ungheria, PostEurop, il comune di Perugia, Legambiente, Ducati Energia e i Politecnici di Perugia e Rousse (Bulgaria).
I free duck sono quadricicli leggeri, in linea con le indicazioni europee sulla riduzioni dei costi energetici. Disponibili in due tipologie, ad alimentazione ibrida (benzina/elettricità) e totalmente elettrica, hanno caratteristiche tecniche avanzate in fatto di sicurezza, controllo della velocità e frenata (dispone di freni a disco). Hanno un telaio in acciaio con carrozzeria in ABS antiurto. Il motore, nella trazione ibrida, è di 100 centimetri cubi, a quattro tempi e provvede alla ricarica del gruppo batterie. In collaborazione con l’Università di Perugia è previsto il monitoraggio delle performance ambientali ed energetiche e lo sviluppo di modelli che possano essere usati anche in altri ambiti urbani.

Poste Italiane ed Enel, insieme per "Zero Emissioni"
E i free duck sono protagonisti anche di un importante collaborazione con Enel per il progetto “Zero Emissioni”.
Enel e Poste Italiane danno il via così lo scorso luglio al programma di collaborazione per lo sviluppo della mobilità elettrica. Le due aziende hanno siglato un protocollo di intesa con il quale si impegnano a sperimentare servizi innovativi e a proporre al pubblico offerte mirate ad incentivare la mobilità alternativa.
Pisa è stata “città pilota” del progetto e-mobility Italy di Enel e smart, e sede del Centro Ricerche Enel, con una prima sperimentazione relativa all’utilizzo di veicoli elettrici per lo svolgimento del servizio di recapito della corrispondenza nel centro storico cittadino.
In quest’ambito, Poste Italiane ha adottato nove veicoli elettrici - 3 Porter Piaggio Electric-Power e 6 Free Duck Ducati Energia – per fare il “pieno di elettricità” alle infrastrutture di ricarica intelligente che Enel installerà presso il Centro di Distribuzione Primaria (CPD) di Pisa Ospedaletto, dove sono ospitati i veicoli. Inoltre, un’infrastruttura di ricarica è stata destinata ai cittadini di Pisa, collocata presso la sede centrale della Poste di Pisa.
Enel e Poste Italiane costituiranno inoltre un apposito gruppo di studio con lo scopo di valutare ed eventualmente sviluppare ulteriori iniziative di mobilità elettrica, attivando collaborazioni e intese con interlocutori pubblici e privati quali aziende, enti, associazioni di categoria, Università e centri di ricerca.

“Enel è azienda di prestigio nel Paese e sul piano internazionale  – ha spiegato Massimo Sarmi, Amministratore delegato di Poste Italiane – e questa collaborazione su un progetto di interesse ambientale per l’uso di energie pulite costituisce per noi motivo di grande soddisfazione. Da anni Poste Italiane investe sul potenziamento della flotta di veicoli ibridi utilizzati per il recapito nei centri storici con l’obiettivo di ridurre al minimo le emissioni di gas serra in atmosfera e dare una risposta concreta ed efficace alla domanda di mobilità ecosostenibile. Il progetto e-mobility di Enel ci permetterà di sperimentare e sviluppare sistemi innovativi di mobilità elettrica coniugando l’efficienza energetica del servizio di recapito con la costante attenzione alla tutela ambientale”.

Innovazione tecnologica e rispetto per l'ambiente: la direzione del gruppo Poste Italiane è quella giusta.

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<![CDATA[Energie rinnovabili: il progresso abbraccia la salvaguardia dell'ambiente]]> 2010-09-09 16:20:25 A dieci anni dalla nascita, Sorgenia è oggi il primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell’energia, con 560.000 clienti acquisiti, 3.000 MW di capacità di generazione installata e 2 miliardi di metri cubi annui di gas naturale venduto a fine 2009. Abbiamo incontrato il direttore Marketing del gruppo, Massimo Milita per conoscere qual è il ruolo delle energie rinnovabili nel percorso verso la sostenibilità...

Le energie rinnovabili rappresentano una nuova conquista per il progresso in armonia con la salvaguardia dell'ambiente. Sorgenia è il primo operatore nella gestione di impianti fotovoltaici in Italia. Come nasce la sua storia?
L'avventura di Sorgenia è iniziata nel luglio 1999 con il nome di Energia SpA, ed  è una storia di successo industriale e di crescita sostenibile. “Nuovo entrante” in un mercato appena liberalizzato, ancora dominato da colossi industriali con decenni di storia e asset consolidati, Sorgenia ha subito avviato l’attività commerciale e di vendita ai clienti finali, garantendosi la credibilità e le risorse che sono state la base essenziale della futura crescita, anche di quella industriale. Proponendosi come “energia sensibile”, Sorgenia ha fatto dell’attenzione all’ambiente, dell’efficienza nella generazione e nell’uso delle risorse, della sostenibilità le linee guida del proprio progetto di sviluppo.

Quali sono oggi le vostre priorità e gli obiettivi previsti nella produzione di energia?
A dieci anni dalla nascita, Sorgenia è oggi il primo operatore privato italiano del mercato nazionale dell’energia, con 560.000 clienti acquisiti, 3.000 MW di capacità di generazione installata e 2 miliardi di metri cubi annui di gas naturale venduto a fine 2009. Continuare a crescere nel panorama italiano della produzione di energia elettrica, dell’approvvigionamento di gas naturale e della loro vendita è indubbiamente l’obiettivo prioritario che Sorgenia si pone per i prossimi anni. Tutto questo, mantenendo lo stile sensibile che ha caratterizzato la nostra storia. Ciò significa continuare nella ricerca delle migliori alternative tecnologiche presenti sul mercato e nell’impegno per portare ai massimi livelli gli investimenti in produzione da energie rinnovabili.

Per accrescere ulteriormente la nostra capacità di generazione nel rispetto dell’ambiente, abbiamo scelto anzitutto di investire importanti risorse nello sviluppo delle fonti rinnovabili, con l’obiettivo di raggiungere una capacità di generazione di circa 1.100 MW per l’eolico e 50 MW per il fotovoltaico. Oltre che nell’ulteriore potenziamento della quota di generazione rinnovabile, per contribuire ad assicurare subito al nostro Paese una produzione elettrica adeguata e costante nel tempo, abbiamo in corso un impegnativo piano industriale per completare, entro il 2011, la realizzazione di 4 impianti a ciclo combinato a gas naturale, la migliore tecnologia oggi disponibile, che permette di superare le più importanti forme di impatto ambientale e di aumentare dal 40% a oltre il 56% il rendimento rispetto alle centrali termoelettriche tradizionali.
Il primo di questi impianti, totalmente progettato e realizzato da Sorgenia, è stato quello di Termoli (CB), entrato in funzione nell’autunno 2006, con una produzione annua superiore ai 4 miliardi di kWh ed emissioni specifiche di anidride carbonica inferiori di oltre il 30% rispetto alla media nazionale da generazione termoelettrica (393 g di CO2 per kWh prodotto nel 2009, contro una media nazionale di 569 g per kWh netto, secondo gli ultimi dati disponibili pubblicati da Terna).

A marzo 2010 è entrata in funzione anche la centrale a ciclo combinato di Modugno (BA), caratterizzata da una sistema di approvvigionamento idrico particolarmente evoluto e da un innovativo sistema di trattamento delle acque reflue industriali denominato “zero scarichi”.
Abbiamo poi in programma l’applicazione di un sistema di gestione ambientale a tutti i nostri impianti di generazione, con l’obiettivo di ottenere per ciascuno di essi la registrazione EMAS (Eco Management Audit Scheme), già conseguita nell’autunno 2008 dalla centrale di Termoli.

sorgenia

Dove e in quale modo si sviluppa oggi  la produzione rinnovabile?
Nel 2009 il Gruppo Sorgenia ha incrementato di oltre il 20% la propria produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, a conferma di un trend avviato ormai da tempo e destinato a proseguire anche nei prossimi anni.
Come ricordava all’inizio, grazie alla società dedicata Sorgenia Solar, costituita nel 2005, siamo leader in Italia nella produzione di energia solare da campi fotovoltaici, con 13 impianti per 13 MW di potenza installata e circa 17.000 MWh di produzione annua stimata. Per massimizzare la produzione e insieme minimizzare l’impatto ambientale di questi impianti, abbiamo scelto di insediarli nella regioni dell’Italia meridionale e insulare, privilegiando siti all’interno di consorzi industriali. In ambito fotovoltaico, siamo attivi anche nella fornitura chiavi in mano di impianti fotovoltaici e solari termici per privati e aziende, oltre che nella produzione di moduli fotovoltaici certificati, con acquisizione di celle da fornitori selezionati.

Riserviamo anche particolare attenzione alle nuove soluzioni tecnologiche ad alta efficienza, come gli inseguitori solari e i moduli fotovoltaici “a film sottile”.Decisamente importante è poi l’apporto della generazione eolica, che ci vede attivi anche fuori dai confini nazionali. In Italia, disponiamo infatti di 70 MW di potenza installata, costituiti quasi totalmente da parchi progettati e costruiti direttamente da noi, fra cui quello di San Gregorio Magno (SA), di ben 39 MW di potenza. Ma per accrescere ulteriormente la produzione da fonti rinnovabili, e insieme per aumentare la nostra quota di generazione anche nel mercato europeo, a fine 2007 abbiamo acquisito Société Française d’Eoliennes (SFE), uno dei principali operatori eolici francesi, verticalmente integrato in tutte le fasi della filiera, con parchi per oltre 100 MW di potenza installata.

Sempre per operare nel settore eolico, nel corso del 2008 è stata costituita anche Sorgenia Romania, con lo scopo di ricercare nuovi siti particolarmente adatti alla costruzione di parchi di generazione in un Paese con un elevato potenziale ancora poco sfruttato. Fin dal 2003, disponiamo di diversi impianti di generazione idroelettrica. Quelli attuali sono tutti impianti mini-idro ad acqua fluente, dalla struttura architettonica perfettamente integrata nel contesto circostante, con una potenza complessiva di circa 8 MW e concentrati in Val d’Aosta. Da un paio d’anni, infine, abbiamo avviato la nostra attività anche nel settore della generazione elettrica da biomasse e derivati di combustibile vegetale, con la realizzazione di un impianto di gassificazione da biomasse secche a Castiglione d’Orcia (SI), ormai prossimo all’entrata in funzione.

Come è nato il vostro rapporto di collaborazione con Levissima?

Riprendendo il pensiero di Massimo Orlandi, Amministratore Delegato Sorgenia SpA “Essere sensibili vuole dire anche sentirsi in dovere di trasmettere agli altri i principi in cui crediamo e spiegarne le motivazioni”. Da questo nascono le varie iniziative per la promozione dell’efficienza energetica svolte insieme ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni. Levissima è impegnata da tempo nella riduzione dell'impatto ambientale della produzione e trasporto delle sue acque minerali, ad esempio con il ricorso a etichette in carta riciclata, l'alleggerimento della plastica per la produzione delle bottiglie, il trasporto dei prodotti per via ferroviaria.
È per questa consonanza di visione che Sorgenia è stata scelta da Levissima come partner dell'iniziativa.

You4Planet presenta quotidianamente ai propri lettori esempi provenienti dalle aziende per diffondere una nuova consapevolezza sull'impatto ambientale, anche attraverso i nostri comportamenti quotidiani. In questo senso, come si manifesta l'impegno di Sorgenia per la diffusione di un uso più efficiente dell'energia?


sorgeniaConsapevoli del nostro ruolo nel panorama nazionale, da sempre sosteniamo iniziative di sensibilizzazione sulle grandi e piccole questioni energetiche, per la diffusione di una nuova consapevolezza energetica presso istituzioni e privati cittadini, ad esempio in collaborazione con Legambiente.
Nel rispetto di uno dei principi fondamentali dello sviluppo sostenibile, la razionalizzazione degli usi finali dell’energia, anche come fornitori siamo in prima linea nella promozione di un impiego consapevole ed efficiente di elettricità e gas. Siamo quindi coinvolti direttamente nella ricerca e nello sviluppo di strumenti e soluzioni che aiutino i clienti a ridurre i consumi e ad eliminare gli sprechi, facendone una leva importante della nostra  strategia di vendita.

Fra le molte iniziative, abbiamo sviluppato il programma MotorEFF, per aiutare aziende produttive e strutture manifatturiere a ridurre i consumi energetici e insieme l’impatto ambientale della propria attività, grazie al miglioramento dell’efficienza dei motori elettrici. Meno del 2% dei motori venduti in Italia, infatti, corrisponde alla classe energetica più elevata disponibile sul mercato (EFF1, secondo la classificazione della Comunità Europea), contro una media europea del 12% e un livello dell’80% dei Paesi scandinavi. Eppure, considerando l’intero ciclo di vita di un motore, il prezzo di acquisto rappresenta solo l’1,3% dei costi totali, mentre oltre il 98% deriva da costi di esercizio, primo fra tutti il consumo energetico.
Grazie all’attività di scouting internazionale, abbiamo poi acquisito per il mercato italiano l’esclusiva di alcuni prodotti, distribuiti attraverso soluzioni mirate.

Si tratta di apparecchi semplici e facili da installare
, che non richiedono nessuno sforzo e nessuna modifica delle abitudini, ma permettono di risparmiare subito, aiutando l’ambiente. Ne sono un esempio gli StandbyStop per televisore e per personal computer, che interrompono l’alimentazione di tutti gli apparecchi e le periferiche connesse semplicemente spegnendo TV o PC. I principali prodotti distribuiti nel 2009 – PC StandbyStop, TV StandbyStop e lampadine a consumo intelligente – hanno permesso un risparmio di circa 16 milioni di kWh, per oltre 6.000 tonnellate di CO2 evitate, stimato sulla base delle configurazioni standard per un uso casalingo. Del Gruppo Sorgenia fa parte anche Sorgenia Menowatt, specializzata nello sviluppo diretto di prodotti e servizi per il miglioramento dell’efficienza energetica, in particolare per la pubblica amministrazione, i centri servizi e le imprese.

Già da diversi anni Sorgenia Menowatt ha messo a punto un innovativo alimentatore elettronico per gli apparecchi di illuminazione esterna: Dibawatt. Inglobando le funzioni in genere svolte da più dispositivi, senza alcuna modifica degli impianti, Dibawatt assicura una riduzione immediata di almeno il 30% dei consumi complessivi e un raddoppio della vita utile delle lampade. I quasi 160.000 Dibawatt installati finora, al servizio di 230 clienti, hanno consentito negli anni un risparmio di oltre 53,5 GWh, corrispondenti a più di 27.000 tonnellate di anidride carbonica evitate.

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http://www.you4planet.it/magazine/288/Energie_rinnovabili%3A_il_progresso_abbraccia_la_salvaguardia_dell%27ambiente
<![CDATA[Un database delle calamità naturali per tutelare l'ambiente]]> 2010-09-08 08:00:40 La proposta sembra azzardata ma la tutela dell’ambiente e dell’uomo potrebbero passare attraverso la realizzazione di una vera e propria banca dati delle catastrofi climatiche.

E' grazie ad un recente studio scientifico che si è fatta strada la proposta di realizzazione di un database delle calamità naturali, grazie ai dati che provengono dai satelliti. Se il progetto dovesse funzionare, i risultati potrebbero davvero aiutarci a prevedere attraverso i fenomeni atmosferici come cambia il nostro Pianeta in tempo reale e, in parte, a prevedere le stesse calamità.

I mutamenti climatici stanno infatti profondamente influenzando il nostro pianeta. Le azioni e i comportamenti dell’uomo spesso si rivelano dannosi in termini di inquinamento ambientale e questo non può non influire sugli equilibri naturali. In particolare, come abbiamo spesso osservato su You4Planet le emissioni di anidride carbonica stanno mettendo a dura prova l’atmosfera ed influiscono sui danni ambientali, le cui conseguenze non possono passare inosservate. Il database delle calamità rappresenterebbe davvero una soluzione originale.
 
Naturalmente il progetto comporta il superamento di alcune difficoltà: andrà realizzata la collaborazione di diversi Paesi per quanto riguarda la condivisione delle informazioni meteorologiche che sono necessarie per la realizzazione della banca dati, ma l'obiettivo di costituire uno strumento formidabile a cui ricorrere per prevedere i possibili effetti dei cambiamenti climatici nelle varie aree del nostro pianeta è sicuramente un bene prezioso, per tutti.

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http://www.you4planet.it/news/287/Un_database_delle_calamit%C3%A0_naturali_per_tutelare_l%27ambiente
<![CDATA[Dalla Svizzera un semaforo anti-smog per fermare le auto inquinanti]]> 2010-09-03 10:30:15 In Svizzera potrebbe scattare lo stop alle auto inquinanti. E' in questi giorni al vaglio una normativa del Ministero dell’Ambiente del Paese dei Cantoni che potrebbe consentire di catalogare i veicoli a motore in base alle loro emissioni inquinanti. Attraverso una nuova tecnologia sarebbe così possibile etichettare le automobili in base allo smog che producono limitandone così la circolazione soprattutto nelle aree più delicate da un punto di vista ambientale.

Il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (Datec) ha avviato proprio ieri una consultazione pubblica sui criteri della nuova normativa che si concluderà il 26 novembre. In questo modo, i Cantoni interessati avranno uno strumento legale per vietare o meno l'ingresso alle vetture.

Vediamo più da vicino di cosa si tratta: la normativa prevede l’introduzione di contrassegni che consentono di suddividere le autovetture in diverse categorie: dal nero al grigio, passando per il bianco e l'oro. Sono questi i quattro colori del semaforo anti-smog. Se il semaforo segna "nero" l'auto è bandita. In particolare, sarà vietato l'ingresso a tutti i veicoli produttori di ossidi d'azoto e polveri fini.
Passando dal nero al grigio, per i veicoli con un tasso d’inquinamento inferiore, si arriva al contrassegno bianco ed, infine, quello dorato, riservato a quella categoria di autoveicoli che producono le minori emissioni inquinanti ed i veicoli ad alimentazione elettrica.

Se il progetto di legge venisse approvato si tratterebbe di una vera e propria svolta di carattere ambientalista che una nazione europea metterebbe sul tavolo. La Svizzera, così facendo, creerebbe delle isole verdi all’interno del suo territorio, percorribili solo da auto di ultima generazione, con motori poco inquinanti. 

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http://www.you4planet.it/news/286/Dalla_Svizzera_un_semaforo_anti-smog_per_fermare_le_auto_inquinanti
<![CDATA[In Sardegna attracchi eco-compatibili per porti senza sprechi di energia ]]> 2010-08-30 12:32:56 Dopo l'esperienza di alcuni porti italiani, che si rifanno a recenti normative europee, anche nel Nord della Sardegna è allo studio l'elettrificazione delle banchine. L'iniziativa è già stata sperimentata positivamente nel porto di Civitavecchia, che ha applicato il progetto dei cosiddetti Green Port al mercato delle crociere.

Nel porto laziale, l'elettricità fornita è frutto di un protocollo d'intesa tra Port Authority di Civitavecchia ed Enel e prevede il ricorso all'uso di fonti rinnovabili di energia, con l'ausilio di avanzati sistemi per favorire il risparmio di corrente, come i pannelli fotovoltaici ad esempio, che consentiranno l'illuminazione dei piazzali e banchine e la gestione dei consumi delle attivita' portuali semplicemente attraverso la luce del sole.

L'Autorità portuale, prevede il posizionamento di centraline fisse di rilevamento delle emissioni nei tre porti principali del Nord dell'Isola: Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres. Nei tre scali del Nord Sardegna arrivano e ripartono oltre 11 mila e 300 navi all'anno, unita' che, durante la sosta in banchina, spesso lunga gran parte della giornata, utilizzano fino a 16 mega watt di corrente ciascuna, indispensabile per alimentare, attraverso appositi generatori, il traghetto e le attivita' di bordo.

Le navi in sosta così si connetteranno a delle vere e proprie prese di corrente, alimentate da una centrale elettrica posta nei pressi del porto, e potranno così spegnere i motori di bordo, consentendo una rilevante riduzione delle emissioni inquinanti nell'aria, senza rinunciare, alla quantità sufficiente di energia utile alla vita a bordo di croceristi ed equipaggio.

Se il sistema risulta applicabile con una certa facilità allo scalo di Porto Torres, proprio per la vicinanza della centrale elettrica all'area portuale, sara' invece da valutare, attraverso una serie di tavoli tecnici e conferenze di servizi, il caso dei porti di Olbia e Golfo Aranci.

"La nostra - spiega Paolo Piro (Via Adnkronos) Presidente dell'Autorità Portuale - è una proposta in linea con le tendenze dei porti europei. Con l'incremento di traffico commerciale e crocieristico nelle nostre tre portualità, ritengo sia arrivato il momento di intervenire per studiare nuovi interventi volti alla salvaguardia dell'ambiente e della salute di operatori portuali e cittadini".

"Nei nostri porti, specialmente nei periodi invernali, le navi sostano per più di dodici ore in banchina con i generatori in funzione. E' chiaro che si registrino emissioni costanti di fumi e rumori, che certo non giovano alla salute di chi tutto il giorno opera negli scali".

Traffici consistenti ed eco-compatibili
E' questo l'obiettivo al quale l'Autorità Portuale del Nord Sardegna, in linea con le normative internazionali, punterà, già a partire dal mese di settembre quando il presidente Paolo Piro riunirà attorno ad un primo tavolo tecnico Arpas, Assessorato regionale all'Ambiente, Presidenti delle due Province di Sassari e Olbia - Tempio, Sindaci dei tre comuni di riferimento dell'Ente, Olbia, Golfo Aranci e Porto Torres e le tre Capitanerie di Porto.

"In una terra che vive dal turismo e che ha necessità di conservare l'ambiente più sano possibile - conclude Piras - l'elettrificazione delle banchine o, quanto meno, l'introduzione delle moderne navi che utilizzano motori a gpl ed emissioni zero, è un obiettivo che non possiamo più rimandare".

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http://www.you4planet.it/news/285/In_Sardegna_attracchi_eco-compatibili_per_porti_senza_sprechi_di_energia_
<![CDATA[Earth Overshoot Day: la Terra misura le sue risorse annuali]]> 2010-08-23 11:29:32 Anche quest'anno, "l’Earth Overshoot Day" vale a dire il giorno a partire dal quale iniziamo a consumare risorse naturali che in realtà non sarebbero più disponibili è arrivato troppo presto.

Infatti, a partire dal 21 agosto, con oltre quattro mesi di anticipo rispetto al dicembre 2010, abbiamo già consumato tutte le risorse che la natura può fornire nel corso di un anno. Dall'acqua ai raccolti, fino al 31 dicembre prossimo si dovrà ricorrere alle riserve.

A calcolare ogni anno l'ora x sono degli studiosi della Ong Global Footprint network. Gli scienziati determinano il momento in cui l’umanità comincia a vivere a credito dopo aver consumato tutte le risorse prodotte dalla natura in un anno.

Saremo quindi nuovamente "in credito" per quanto riguarda la produzione di cibo, la neutralizzazione delle emissioni di anidride carbonica, ma anche la rigenerazione dell'acqua o la capacità di assorbire i rifiuti, che sono solo parte delle cose che la natura quotidianamente ci offre.

L'organizzazione ha messo a punto un indice statistico su 150 paesi che mette assieme il consumo annuale di risorse e la loro effettiva disponibilità, anche attraverso il calcolo dei tempi di rigenerazione. Da questo punto in poi, il cibo consumato, le acque utilizzate, l'anidride carbonica immessa nell'aria, sono alcuni degli elementi che la Terra non è più in grado di rigenerare o tollerare.

Quando fu lanciato, nel lontano 1987, l'indice aveva calcolato che le risorse della terra per quell'anno erano finite il 21 dicembre, appena 10 giorni prima della fine dell'anno. Da lì una escalation senza fine, nel '95 si era già spostato indietro, al 21 novembre, appena due anni fa (2008) il punto di rottura era stato il 23 settembre, nel 2009 il deficit era iniziato solo il 25 settembre (migliorando).

Negli ultimi due anni l'Earth Overshoot Day è stata anticipato di un mese - da settembre ad agosto.

"Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si dovrebbe essere seriamente preoccupati", afferma Mathis Wackernagel, presidente di Global Footprint Network. "La situazione non è meno urgente sul fronte ecologico - spiega Wackernagel - cambiamenti climatici, perdita di biodiversità e carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo più continuare a consumare 'a credito".

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http://www.you4planet.it/news/284/Earth_Overshoot_Day%3A_la_Terra_misura_le_sue_risorse_annuali
<![CDATA[Premio Innovazione Amica dell’Ambiente: al via il bando 2010]]> 2010-08-20 11:52:18 "La grande sfida per le società contemporanee consiste nella ricerca di modelli di sviluppo in grado di preservare il capitale naturale e di aumentare la qualità della vita di tutti gli abitanti del Pianeta". Con queste parole si apre il  bando 2010 del Premio Innovazione Amica dell’Ambiente, rivolto all'innovazione di impresa in campo ambientale. Viene attribuito a innovazioni di prodotto, di processo, di servizi, di sistema, tecnologiche e gestionali.

Ideato da Legambiente, il premio ha visto negli anni il sostegno e la promozione da parte di Enti, Associazioni e Soggetti Istituzionali di prestigio, uniti dalla comune volontà di accrescere lo sviluppo e la diffusione di soluzioni innovative che migliorino la qualità della vita nel rispetto dell'ambiente.

Scopo del Premio è creare un contesto favorevole alla ricerca e contribuire alla diffusione di buone pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, valorizzando quelle realtà che sappiano raccogliere le sfide dell'ambiente come valore e opportunità irrinunciabile di sviluppo anche economico e sociale.

Il Bando 2010 è rivolto alle imprese che hanno ridefinito i loro processi produttivi, ad esempio migliorandone l'efficienza energetica o adoperandosi per la riduzione delle emissioni di CO2, avviato il riutilizzo di scarti di processo in maniera innovativa, brevettato e avviato la produzione di materiali sostitutivi non pericolosi, attivato sinergie con il territorio per l'acquisizione delle materie prime e delle conoscenze.
Particolare attenzione sarà rivolta a quelle imprese che, grazie all'utilizzo di nuove tecnologie, sono riuscite a collocare beni innovativi in segmenti nuovi di mercato e a realizzare maggior efficienza nell'uso e nel riutilizzo delle risorse.

Grande interesse poi al campo delle cosìdette "rinnovabili" che rappresentano un’opportunità di sviluppo industriale, fino ad oggi poco sfruttata in Italia. Considerando che la domanda di questo settore sarà certamente crescente nei prossimi anni, in controtendenza rispetto alla congiuntura economica, ci sono le condizioni favorevoli per uno sviluppo anche industriale di questo importante settore, che consentirebbe una elevata ricaduta economica. Le stime del Gestore dei Servizi Energetici (GSE) mostrano una potenzialità di fatturato di 70 miliardi di euro, con un valore medio annuo di 5,6 miliardi di euro per i prossimi 12 anni, se l’industria puntasse a valorizzare la filiera produttiva delle tecnologie rinnovabili. (dati forniti da Legambiente)

Per conseguire l'importante riconoscimento verranno considerate quindi le innovazioni sviluppate in diverse aree tematiche come l'utilizzo di risorse naturali e nuovi materiali, la "filiera" delle energie rinnovabili, l'energia e l'abitare sostenibile.

Il Premio dà diritto all'uso del logo "Innovazione Amica dell'Ambiente", la lampadina dalla foglia verde affiancata al Cigno di Legambiente, sulla comunicazione legata all'innovazione premiata, per la durata di un anno.

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http://www.you4planet.it/news/283/Premio_Innovazione_Amica_dell%E2%80%99Ambiente%3A_al_via_il_bando_2010
<![CDATA[La Regione Umbria premia le ecofeste estive]]> 2010-08-16 11:03:22 L'estate è la stagione in cui in tutta Italia si susseguono le sagre e le feste di piazza. Per questa ragione, nel 2010. la Regione Umbria ha deciso di premiare le organizzazioni più sensibili all'ambiente, in particolare quelle che si organizzeranno per la riduzione della produzione dei rifiuti e con un adeguato sistema di raccolta differenziata.

"Un provvedimento - sottolinea l'assessore regionale all'Ambiente, Silvano Rometti - che vuol essere di stimolo e premio a quelle iniziative organizzate nel rispetto dell'ambiente e che contribuiscano al conseguimento delle priorita' fissate dal Piano regionale dei rifiuti, attraverso l'applicazione e la diffusione delle 'buone pratiche' di gestione dei rifiuti".

La procedura per il contributo è molto semplice: possono presentare domanda di contributo organizzatori o promotori di feste o sagre, anche in forma associata, che organizzino nel territorio regionale almeno un evento della durata di almeno otto giorni, che si sia svolto o sia da svolgere entro il 2010.

In ogni festa o sagra, deve essere poi contenuta la produzione di rifiuti usando stoviglie riutilizzabili o biodegradabili oppure somministrando cibi e bevande sfuse o distribuite in 'vuoti a rendere' o contenitori riusabili. Inoltre, va effettuata la raccolta differenziata di organico, olii esausti, vetro, plastica, alluminio, carta e cartone.

Il contributo è stabilito in mille euro per ciascuna 'ecofesta' e, comunque, fino a un massimo del 50 per cento delle spese sostenute e documentabili per l'acquisto di stoviglie riutilizzabili o biodegradabili e attrezzature per la raccolta differenziata. E' previsto un contributo di 2mila euro se si acquistano anche macchinari e attrezzature per il lavaggio delle stoviglie.

Un'ottima soluzione per coniugare divertimento e consapevolezza!

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http://www.you4planet.it/news/282/La_Regione_Umbria_premia_le_ecofeste_estive
<![CDATA[Seat Ibiza ecomotive l'auto più pulita d'Europa ]]> 2010-08-09 10:58:32 Presentiamo il nuovo modello di casa Seat, auto dalle caratteristiche decisamente eco. Il recupero di energia permette risparmio nei consumi e un limitato impatto ambientale, ma anche ottima accelerazione, è la nuova Ecomotive 1.2 Tdi. Come dice il portavoce di Seat Valdivieso "La Spagna è veramente di moda, di questi tempi"

Brillante nel traffico cittadino, agile nel parcheggio e spaziosa, è la nuova proposta di Seat, la Ibiza 1.2 Ecomotive SC. Si tratta di un motore tre cilindri turbodiesel common rail, con un sistema di alimentazione a iniettore/pompa, motore inedito e elastico che si adatta a tutte le situazioni.

La piccola spagnola arricchisce la possibilità di scelta data al cliente, con questa terza generazione, che può scegliere la versione ST, familiare, oppure la sportiva Cupra,con i suoi 180 CV. La nostra 1.2 SportCupé offre 75 CV, con una copia costante tra i 1.500 e i 3.500 giri che permette buona accelerazione, fino alla velocità di 175 KM/H.

Il vero valore di questo cuore sta nei consumi. La Seat ha infatti puntato tutto sul risparmio sia dal concessionario, la 1.2 Tdi costa 14.135 euro, sia dal benzinaio. L'auto dal look aggressivo e ricca di dotazioni,   può infatti arrivare a percorrere 100 Km con soli 3,4 litri di gasolio, circa 4,50 euro, nel ciclo misto. Sulle strade urbane ci vogliono 4,1 litri per 100 Km.

Chi ha a cuore il rispetto della natura nella mobilità non può che essere contento. I dati sono fantastici, tanto che la Seat è l'"auto più pulita d'Europa". Parlando di emissioni di Co2, i valori stimati parlano di 89g/Km.

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http://www.you4planet.it/news/281/Seat_Ibiza_ecomotive_l%27auto_pi%C3%B9_pulita_d%27Europa_
<![CDATA[Incendi boschivi piaga ambientale, in 10 anni 3740 denuncie e 131 arresti]]> 2010-08-04 11:13:54

Dal 2000 sono state denunciate 3740 persone e 131 arrestate per reati di incendi boschivi. In particolare, sono uomini appartenenti ad un contesto di ruralita' abbandonata. Sono questi i dati emersi dal convegno organizzato dalla Fondazione Univerde a 10 anni dal decreto-legge 4 agosto 2000 n. 220 che ha introdotto il reato di incendio boschivo nel Codice Penale. In particolare e' pari a circa 765 mila ettari l'area totale, boscata e non, percorsa da incendi negli ultimi 10 anni, a fronte di circa 1.185.000 ettari del decennio precedente, una riduzione pari quasi al 40% se non fosse per il dato eccezionale del 2007.

Altro dato importante riguarda il profilo criminale degli incendiari. I dati accumulati confermano che oltre il 96% degli incendi boschivi sono da attribuirsi ad un fattore umano (colposo o doloso) e le cosiddette cause naturali sono minime. Si tratta di "uomini, anziano per il colposo e piu' giovane per il doloso, che appartengono ad un contesto di ruralita' un po' abbandonata" spiega Cesare Patrone, capo del Corpo Forestale dello Stato.

Per Patrone, dunque, "il problema non sono piu' le pene ma l'abbandono del territorio". L'azione del Corpo Forestale, spiega Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione Univerde, "ha permesso di diminuire il numero degli incendi. Ma adesso bisogna essere piu' determinati e dare piu' fondi al Corpo Forestale e ai parchi nazionali. E non tagliare la risorse". La natura, conclude Pecoraro Scanio, "deve essere difesa".

Via Adnkronos.com

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http://www.you4planet.it/news/279/Incendi_boschivi_piaga_ambientale%2C_in_10_anni_3740_denuncie_e_131_arresti